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Fumo: il portafoglio vuoto fa bene alla salute?

Posted by: unman on: Settembre 12, 2008

Rischi del fumoDiminuiscono le possibilità economiche degli italiani. La crisi economica non è una novità ma è curioso ipotizzare che le scarse possibilità economiche possano in qualche modo influenzare la salute degli italiani. Pare proprio che la crisi degli abitanti del Belpaese abbia causato un inevitabile taglio dei cosiddetti ‘beni di lusso’ e, quindi, l’addio alle bionde tanto amate e tanto odiate. Nell’ultimo anno, infatti, la vendita delle sigarette è calata di ben 12 milioni di pacchetti. Un taglio dei consumi che corrisponde a 250mila chili di tabacco lavorato che si traduce in una riduzione complessiva dello 0,6%. Insomma, smettere di fumare si può, non sempre per motivi di salute e benessere, ma solo per necessità. Ma è davvero cosi?

smettere di fumareSecondo i ricercatori dell’Istituto di

Epidemiologia e Medicina Sociale dell’Università tedesca di Munster, nonostante l’infarto, metà dei pazienti cardiopatici continua a fumare. Lo studio ha coinvolto 8.945 pazienti dai 18 agli 80 anni, tutti con malattie cardiache e ricoverati in 22 Paesi dell’Unione Europea. Dimessi dall’ospedale, i pazienti sono stati intervistati, ad un anno e mezzo di distanza, sul loro rapporto con il fumo e sulle loro abitudini post-ricovero. I risultati? Il 17% dei pazienti intervistati fumava prima della malattia, con una differenza sostanziale tra uomini (19%) e donne (11%). Solo metà degli intervistati ha smesso di fumare dopo il ricovero, e solo il 5% ha ricevuto un supporto intensivo in termini di corsi psicologici o di terapia sostitutiva con nicotina. E chi ancora fuma ha manifestato una bassa propensione ad abbandonare questa cattiva abitudine: il 21% sostiene di smettere in 30 giorni, il 29% nel giro di sei mesi. i risultati dello studio indicano chiaramente il legame tra malattie coronariche e fumo, ma sono anche conferma del fatto che molto spesso non si smette di fumare per il motivo più importante: la salute.

E chi afferma di non poter smettere perché totalmente assuefatto e dipendente dalla nicotina da oggi non ha più scuse. Secondo recenti studi americani la dipendenza da nicotina non esiste. Un professore di Psicologia della Kansas State University, Matthew Palmatier, ha dimostrato che la sigaretta attira non per il suo contenuto, ma per i contesti e le persone che si vivono e frequentano mentre si fuma. La sigaretta sarebbe un ‘collante sociale’ che permette di vivere esperienze in modo differente dai non fumatori. Da qui la dipendenza psicologica, ma non quella fisica.

Collante sociale o causa di malattie gravi il fumo è un’abitudine dannosa e per molti rischiosa. È, dunque, bene smettere e poco importa se la causa scatenante sono i soldi o motivazioni più solide.

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