Basket: Roma lotta ma perde, Siena avanti nella finale scudetto

Quando hai un playmaker come Terrell McIntyre, puoi anche permetterti di andare a giocare la prima partita di finale scudetto con un allenatore “muto”. Scherzi a parte, la Montepaschi mette il proprio sigillo sul primo round della finale per il titolo, ma Roma ha dimostrato di potersela giocare fino alla fine. Questa forse è la prima notizia vera emersa dal PalaSclavo: non sarà una finale scontata. I campioni d’Italia si presentano all’appello con coach Simone Pianigiani in panchina “per onor di firma”, visto che il fortissimo attacco influenzale che lo ha colpito nei giorni scorsi, lo rende praticamente afono e lo costringe ad utilizzare il vice Luca Banchi come voce ufficiale.
Siena non sembra risentire di questa situazione, vista la leadership del suo play americano.

Durezza da finale – Il primo quarto è lo specchio di quanto ci si attende normalmente da una finale per il titolo. I primi minuti consegnano mani fredde e contatti duri: a farne le spese sono Ukic, appiedato da tre falli in un amen e Kaukenas che riesce nell’impresa di commettere due falli e guadagnare il successivo tecnico per proteste nel giro di 40″. I tiri liberi portano Roma in vantaggio sul 17-22. Dopo la pausa del 10′, Siena prova il primo strappo, sempre guidata dagli assist di McIntyre e dai canestri di Lavrinovic per il 31-25, risultato del 12-3 di parziale in avvio di periodo. Dopo Ukic, anche Lorbek si carica di falli e alla Lottomatica non resta che aggrapparsi ad un Jaaber caldissimo (due triple e un canestro importantissimo).

Nel terzo periodo, come accade praticamente in ogni partita, la Montepaschi allunga anche grazie alle soluzioni obbligate per Repesa: Tonolli non può certo contenere Lavrinovic, così come Fucka è solo lontano parente di quel giocatore che faceva la differenza qualche anno fa. La difesa su McIntyre comincia a vacillare, con il folletto di Pianigiani che realizza 8 punti consecutivi che portano Siena a distanza di sicurezza (59-49). Dopo aver visto Hawkins su Stonerook, Repesa propone anche un accenno di difesa a zona, contro la quale l’attacco senese si arena. Roma torna a contatto sul -2 del 33′ (66-64) proprio nel momento in cui Repesa può riproporre sia Ukic che Lorbek. Roma però è poco pericolosa sul perimetro, Siena riesce a chiudere molto bene l’area e ad allungare, questa volta in maniera decisiva sempre con McIntyre e un paio di guizzi del rientrante Kaukenas. A differenza di quanto fatto nei minuti precedenti, la Montepaschi gestisce meglio il vantaggio e porta al sicuro il primo sigillo di questa finale.

Solo il primo passo – In una serie modulata su sette partite, vincere la prima è ovviamente solo il primo passo verso il titolo. Statisticamente parlando, nelle ultime sette finali, chi ha vinto gara1, ha poi sempre conquistato il titolo, ma la Lottomatica ha dimostrato di avere le armi giuste per mettere in difficoltà i campioni in carica. A patto però di giocare praticamente sempre in maniera perfetta: le rotazioni più corte e le alternative non sempre valide a disposizione dei capitolini, costringono Repesa a fare spesso i miracoli e a provare alchimie all’apparenza inverosimili per rimanere a contatto degli avversari. Questo, in fondo, è anche il bello di una finale scudetto, in cui si spreme tutto quanto disponibile per arrivare al traguardo. Domani si ricomincia, questa volta sul parquet del PalaLottomatica, con una certezza: questa finale non è poi così scontata, come la stagione regolare lasciava presagire.

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